Carcoforo e l’ultimo costruttore di serrature in legno

Chi lo avrebbe mai detto che questo caso mi avrebbe portato anche in giro per l’Italia. Da quando Blog ha dato avvio alle sue scorribande per me, C.T. Travel, è iniziato il calvario. Ci sono voluti cinque colpi prima che mi tirassero in ballo, questo è vero, ma ora eccomi a rincorrerlo per mezzo mondo. Come se non ne avessi già a sufficienza di casi da seguire. Alla stessa stregua del ben più noto personaggio dei fumetti, di cui tra l’altro porta il nome, non so se per vezzo o se è vero, ruba soltanto. Lupen Blog si firma. E si perché nei posti che rapinalascia sempre un biglietto con il nome. Magari oltre che ladro si rivelerà pure gentiluomo, per restare nel personaggio. Per il momento è solo furbo. Molto furbo. Tanto da trascinarmi in un minuscolo paese del Piemonte, in provincia di Vercelli, a Carcoforo. E’ stato bravo a lasciarsi dietro le briciole dei colpi fin ora messi a segno per portarmi ad un ignaro informatore. E’ talmente astuto il bastardo che ancora non sono riuscito ad ottenere neppure una sua descrizione univoca. Di volta in volta sono sempre differenti le persone che mettono a segno le rapine. Una volta è alto e magro, con gli occhiali, un’altra volta è invece tarchiato e bassino, pelato e senza occhiali. O ancora si tratta di una donna o di un anziano. Insomma, un camaleonte. Anche questa volta sono certo non sarà differente. Ma tentar non nuoce, come si dice.

Carcoforo è un delizioso agglomerato urbano di 74 anime abbarbicato a 1300 metri di altezza immerso nel verde e crocevia di diversi sentieri. Ottima via di fuga in caso di inseguimento. Dalle notizie che ho raccolto è un insediamento di origine Walser sviluppatosi poi autonomamente. Non è sempre stato così poco abitato. Agli inizi del ‘900 aveva decisamente più residenti ma poi il progresso e la dura vita di montagna hanno decimato la popolazione. Oggi è meta turistica per chi vuole fare trekking o arrampicata o semplicemente staccare la spina dalla frenesia contemporanea. Cosa ci è venuto a fare un ladro internazionale fin qui? Ad approfondire la conoscenza delle serrature, credo. L’alternativa è che sia venuto in vacanza, ma non la ritengo attendibile come teoria. A studiare serrature perché a Carcoforo vive uno degli ultimi, se non l’ultimo, costruttore di serrature in legno. Chi meglio di lui può spiegare come funzionano i moderni grimaldelli, e non solo, e a chi meglio di un ladro potrebbe interessare l’argomento? Senza contare che molti tesori sono custoditi in luoghi dove le serrature non sono moderne o digitali. Tutte ipotesi in ogni caso. Esiste solo il fatto che le sue briciole mi hanno portato qui.

Sono partito alla buon ora da Borgosesia, cittadina poco distante. Non era ancora l’alba quando ho imboccato la statale verso i monti. La strada per arrivare a Carcoforo mi ha riportato ad anni addietro, quando amavo perdermi nel silenzio delle montagne, seguire vie incastonate tra alti muri di roccia e strapiombi con annesso fiume sul fondo ascoltando solo i miei pensieri e, alle volte, neppure quelli. La bottega del signor Mario si trova una posizione invidiabile. Su un costone di roccia dal quale èpossibile dominare la valle sottostante.

Un laboratorio d’altri tempi, con attrezzi e strumenti per buona parte artigianali. Il signor Mario, nato e cresciuto in paese, ancora ha vivi nella memoria i fatti salienti della storia del villaggio. Ben ricorda la valanga enorme che all’inizio del secolo ventesimo, ha ricoperto le case bloccando la vita del villaggio per diverso tempo, compreso un funerale in svolgimento costringendo ad abbandonare le salme e aspettare il disgelo per recuperarle. O, ancora, i passaggi sulle vette per commerciare con i paesi limitrofi senza dove per forza scendere avalle, o il costruire, appunto, il necessario con la sola risorsabbondante, il legno.

Ricostruire i movimenti di Blog non è difficile. Per non dare nell’occhio avrà fatto il turista. Si sarà fermato a dormire nell’albergo della signora Maria, torinese dinascita e carcoforiana di adozione che da quando non è più riuscita ariconoscere la sua città natale si è trasferita qui in pinata stabile. Albergo e ristorante di piatti tipici di cucina casalinga. Da lì certamente si sarà spostato al museo naturalistico. Una tappa che potrebbe apparire amena visto che parte di esso è stato sviluppato per i non vedenti. Solo in ultimo, passeggiando tra le case tipiche costruite senza ausilio di chiodi a causa della mancanza del ferro in zona, si sarà diretto, con fare sbarazzino da studente curioso, al laboratorio delle serrature. Una cosa è strana. Comunque è un ladro e a Carcoforo esistono alcuni cimeli decisamente degni di nota, tipo un codice del 1100 conservato dal sacrestano, che se trafugati potrebbero rendere cifre interessanti. Perché non li ha portati via? Forse avrà avuto paura della tradizione di tiro a volo che da secoli accompagna i cittadini e di cui sono orgogliosamente esposti i premi nella sala consiliare? Questa è un altro piccolo gioiello della lavorazione del legno così come le case tipiche molte delle quali conservano al loro interno, oltre a bassi soffitti, stufe in pietra ollare perfettamente funzionanti. Come da previsione il signor Mario, dall’alto dei suoi 90 e più anni, non mi ha saputo dare molte notizie. Sono numerosi quelli che passano a chiedere del suo lavoro e a fare fotografie. Un personaggio potrebbe valere l’altro, ha giustamente commentato. Ma non si tratta di un buco nell’acqua. Blog non fa nulla a caso o per semplice curiosità. Certo vorrà sperimentare quanto appreso e quale campo di addestramento migliore dei piccoli paesi del circondario? Pochi abitanti, molte case vuote e scarsissimi controlli. Sarà Marie “Wikipedia” Anderson a darmi una mano ad individuare un appetibile contesto. Intanto mi godo questo meraviglioso silenzio.

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