La vara di Fontanarosa

La processione del Carro di Fontanarosa, in provincia di Avellino, Campania, Italia, ogni anno raccogli migliaia di persone. Il “carro” è un obelisco di paglia che viene costruito e trasportato in occasione del Ferragosto.

Tale manufatto costituisce la caratteristica del paese irpino, almeno dal lato tradizionale e folcloristico e, in qualche modo, anche artistico, perché, se di arte si dovrà parlare, si tratta di artigianato, nel senso che, da circa un secolo e mezzo, si è tramandata l’arte di intrecciare la paglia inumidita, in modo da ottenere trecce e bastoncini, che, cuciti insieme e alternati, danno luogo a colonne, capitelli, guglie, foglie, manti di ogni forma e proporzione, secondo un disegno prestabilito: il tutto ben fissato su telai di legno per assicurarne la stabilità e la durata.

Il Carro è un congegno alto circa 28 metri, strutturato in legno massiccio rivestito di paglia lavorata a mano. Il nome “Carro” gli è più appropriato che “Obelisco”, perché tutta la struttura poggia su un grosso carro agricolo a due ruote di legno rivestito con cerchio di ferro e dotato di un robusto timone sporgente, a cui vengono attaccate due coppie di buoi per il trasporto; alla parte posteriore del carro è collocato un meccanismo per regolarne il movimento, denominato “martinicca”, azionata da un intelligente manovratore.

Anche se non ci sono notizie storiche attendibili si può affermare con sicurezza che l’origine di questa tradizione mista di religiosità e folklore risalga a circa due secoli fa quando gli abitanti erano soliti offrire alla divinità le primizie del loro raccolto.

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