In viaggio con Moto for Peace, 60 giorni di solidarietà su due ruote sulle strade del sud dell’Africa

Un gruppo di circa 20 persone, per lo più facenti parte delle forze dell’ordine, poliziotti, carabinieri, finanzieri, interpol, 11 moto, 2 furgoni, 60 giorni di tempo, 11mila e 500 chilometri da percorrere attraverso 7 stati sudafricani. Sole, sabbia, polvere, dune e montagne, strade sterrate e asfalto, villaggi sperduti e grandi città, caldo e intemperie. Nessuna comodità, un convoglio autosufficiente per i pernottamenti e il cibo. Nulla e nessuno si può o può fermare la carovana. Tutto per distribuire aiuti umanitari a diverse missioni sparse sul percorso e affrontare incontri istituzionali.

Potrebbe sembrare un nuovo film d’azione, ma non lo è. È invece il progetto di Moto for Peace, onlus romana che da 18 anni promuove e organizza spedizioni umanitarie in tutto il mondo. È il progetto cui prenderò parte dal 14 aprile. Anzi, è la missione cui mi è stato permesso di partecipare da quasi un anno. Tanto è servito a ‘Gli anonimi della fede’ per essere organizzata al meglio e messa in pratica.

E in verità il viaggio è già iniziato. Per ognuno dei 23 partecipanti provenienti da più nazioni d’Europa, sono presenti agenti italiani, spagnoli, austriaci e belgi, è cominciato nel momento in cui è stato stabilito l’itinerario definitivo. Da lì in poi hanno contato solo le azioni operative per trasformare il progetto in realtà.

Questa pagina, appositamente creata, servirà a me e, a chi vorrà rimanere aggiornato, per documentare il viaggio e il lavoro di reportage che svolgerò durante la spedizione.

Nel frattempo i giorni scorrono rapidi verso il 5 marzo, data stabilita per l’imbarco dei containers che porteranno moto, furgoni e attrezzatura varia verso Città del Capo, prima tappa del viaggio. Alla spicciolata ogni centauro sta ultimando la preparazione del proprio mezzo. Sono stati montati i bauletti per il trasporto di materiale sia personale sia tecnico, cambiate le ruote, revisionate le moto. Allo stesso modo procedono le vaccinazioni necessarie. Quella contro la febbre gialla la più gettonata e richiesta dai diversi stati in particolar modo dall’Angola che senza il documento di avvenuta profilassi non consente l’ingresso sul proprio territorio. Al momento è il solo ‘intoppo’ burocratico che ha costretto ogni membro del team a prendere appuntamento singolarmente all’ambasciata per ottenere il visto. Il resto dei permessi è già stato sistemato. Questo fine settimana, 3-4 marzo, si prospetta decisamente intenso. Tutto dovrà essere in perfetto ordine. Le navi partiranno dal porto di Ostia per raggiungere Salerno da dove riprenderanno il mare verso il Sud Africa. Tempo previsto di navigazione circa 30 giorni. Se tutto procede come da programma al nostro arrivo i container dovrebbero essere ad attenderci a Città del Capo. In ogni caso sono stati concessi diversi giorni ‘cuscinetto’ in caso di imprevisti o ritardi. Bernardo, detto Dino, corpulento stipendiato interpol, capomissione e presidente della onlus, tiene saldamente in mano le redini organizzative coordinando il team. Chiamate, messaggi, solleciti, il tutto intramezzato al lavoro quotidiano e agli impegni familiari. Tutti rispondono con sollecitudine e prontezza. Non c’è più tempo da perdere.

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